Secondo le proiezioni dei media statunitensi, il democratico Abdul El-Sayed è diventato il primo musulmano eletto al Senato degli Stati Uniti, superando nella contesa elettorale molto seguita in Michigan l'ex deputato repubblicano Mike Rogers.
Ex funzionario della sanità pubblica, El-Sayed è il nuovo titolare del seggio lasciato vacante dal senatore democratico Gary Peters, andato in pensione.
El-Sayed entrerà in carica quando il nuovo Congresso si riunirà a gennaio.
La fede è diventata un tema centrale della campagna.
Il fatto che El-Sayed sia musulmano è stato un tema centrale per tutta la campagna, e il presidente Donald Trump e altri repubblicani hanno preso di mira più volte il suo passato.
El-Sayed ha respinto le accuse che lo collegavano all'estremismo.
La vittoria elettorale di El-Sayed rappresenta una svolta storica in uno stato che Trump ha vinto per un margine ristretto nelle presidenziali del 2024; inoltre garantisce ai Democratici la conservazione di un importante seggio al Senato.
L'egiziano-americano ha superato un ostacolo storico
La vittoria del 42enne di origine egiziana rappresenta una tappa storica per la rappresentanza politica dei musulmani negli Stati Uniti.
La sua campagna ha messo in luce le divisioni all'interno del Partito Democratico su questioni come l'assistenza sanitaria, le priorità economiche e il sostegno degli Stati Uniti a Israele.
El-Sayed si è distinto per le sue critiche esplicite agli aiuti militari statunitensi a Israele. Ha definito la guerra di Israele contro Gaza un genocidio e ha chiesto la fine del sostegno militare incondizionato da parte degli Stati Uniti.
La posizione del candidato musulmano su Israele è stata fonte di ampio dibattito durante tutta la campagna.



















