Gli studenti delle scuole superiori francesi, insoddisfatti degli impegni assunti dal governo, hanno ripreso le proteste bloccando gli ingressi degli istituti in diverse città del Paese.
Secondo quanto riportato dai media locali, centinaia di studenti hanno manifestato impedendo l'accesso alle scuole a Parigi, Marsiglia, Tolosa, Rennes e Lione. A Marsiglia le proteste hanno coinvolto 75 istituti, in sette dei quali le azioni di blocco sono ancora in corso. A Tolosa gli studenti hanno sbarrato l'ingresso ai licei Berthelot e Arènes utilizzando cassonetti dei rifiuti e barricate.
In un'intervista rilasciata a France Inter, il ministro dell'Istruzione francese, Édouard Geffray, ha dichiarato che le proteste hanno causato l'interruzione delle attività didattiche in alcuni istituti della regione dell'Île-de-France, nel dipartimento del Nord e a Tolosa.
In precedenza, il ministro dell'Istruzione aveva annunciato una riduzione del numero di studenti per classe nei licei, precisando che sarebbe stata completata la procedura di assunzione di 920 insegnanti a tempo determinato e che sarebbero stati messi a disposizione oltre 500 posti aggiuntivi. Geffray aveva inoltre promesso di riformare entro il 2028 Parcoursup, la piattaforma utilizzata per presentare le domande di ammissione agli istituti di istruzione superiore. Aveva anche annunciato che, entro il 2030, sarebbero stati stanziati 4 miliardi di euro in prestiti a tasso agevolato per dotare le scuole di impianti di climatizzazione e riscaldamento, adeguandole agli effetti dei cambiamenti climatici, dato che in estate gli edifici risultano molto caldi e in inverno molto freddi.
Ritenendo insufficienti tali impegni da parte del governo, gli studenti hanno lanciato un appello a riprendere i blocchi degli istituti.
In Francia, dal 17 settembre gli studenti delle scuole superiori organizzano manifestazioni per chiedere il miglioramento delle condizioni scolastiche, maggiori risorse per i propri istituti e un aumento del numero degli insegnanti. Durante i negoziati tra il governo, i sindacati studenteschi e i loro rappresentanti, le proteste si erano attenuate a seguito degli impegni assunti dall'esecutivo per il settore dell'istruzione. Nel corso dell'ondata di mobilitazione, sostenuta anche dagli universitari e dai sindacati, circa 8.000 persone sono state fermate.























