Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Türkiye ha rilasciato una dichiarazione scritta riguardo ad alcune iniziative e dichiarazioni tenute in Grecia il 19 maggio.
Nella dichiarazione si legge:
«Il 19 maggio 1919, data in cui il Fondatore della Repubblica di Türkiye, il Grande Leader Mustafa Kemal Atatürk, sbarcò a Samsun e avviò la lotta nazionale contro le potenze occupanti, tra cui la Grecia, è celebrato con entusiasmo dal popolo turco nell'ambito della 'Giornata in memoria di Atatürk, della Gioventù e dello Sport'.
La Grecia, con una normativa adottata a livello nazionale nel 1994 relativa alla pretesa del 'Ponto', formula nei confronti del nostro paese accuse prive di fondamento giuridico; senza esitazione continua ad ampliare tali affermazioni infondate e le insegna come materia scolastica, mediante un circolare del Ministero dell'Istruzione, nelle scuole primarie e secondarie dell'intero paese.
La Grecia, il cui tentativo di occupazione avviato per realizzare il sogno della 'Megali Idea' è fallito, cerca di coprire la propria disfatta e i gravi crimini di atrocità commessi portando alla luce la pretesa infondata del 'Ponto' contro il nostro paese. I crimini di guerra commessi dall'esercito greco e le atrocità perpetrate sono stati registrati nei rapporti della Commissione d'inchiesta degli Alleati e nell'articolo 59 del Trattato di Pace di Losanna.
Le autorità greche dovrebbero smettere di strumentalizzare la storia per motivi politici e ricordare, a partire dal massacro di Tripolitsa del 1821, le atrocità commesse contro i turchi e altri gruppi etnici, oltre a riconoscere la persecuzione iniziata con il tentativo di occupazione di Smirne il 15 maggio 1919 e le violenze contro i turchi e altri gruppi etnici nell'Asia Minore occidentale.
Invitiamo la Grecia, invece di distorcere i fatti e trarre inimicizia dalla storia, ad adottare un atteggiamento che promuova lo sviluppo delle nostre relazioni bilaterali in un clima di pace e cooperazione.»



















