POLITICA
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La violenza fisica sui bambini è collegata a un livello di istruzione più basso e a problemi comportamentali
Una nuova ricerca condotta dall'Università di Economia di Londra (UCL) con il supporto dell'organizzazione benefica per l'infanzia NSPCC ha messo in luce gli effetti negativi a lungo termine delle punizioni fisiche sui bambini.
La violenza fisica sui bambini è collegata a un livello di istruzione più basso e a problemi comportamentali
Bambino (AA)

Lo studio, il primo di ampia portata focalizzato sull'Inghilterra, indica che i bambini sottoposti a punizioni fisiche hanno un rischio molto maggiore di sviluppare in futuro problemi comportamentali e di rimanere indietro nei risultati scolastici.

I ricercatori hanno definito "una grande perdita e una profonda delusione" il fatto che in Inghilterra e Irlanda del Nord non siano state adottate norme che vietino totalmente le punizioni fisiche verso i minori.

La notizia è emersa pochi giorni dopo il naufragio di una proposta di legge in Irlanda del Nord che prevedeva la rimozione della difesa legale della "punizione ragionevole" nei confronti dei bambini.

A livello del Regno Unito, il Galles ha dichiarato illegali tutte le forme di punizione fisica, compresi colpire, schiaffeggiare e scuotere, nel marzo 2022, mentre la Scozia lo ha fatto nel novembre 2020; in Inghilterra e Irlanda del Nord, invece, rimane una lacuna normativa.

Riduce il rendimento scolastico e aumenta la propensione alla violenza

Lo studio, che ha analizzato i dati di circa 19.000 bambini, ha evidenziato risultati significativi:

Insuccesso scolastico: i bambini che a 3, 5 e 7 anni erano stati sottoposti a punizioni fisiche avevano una probabilità di insuccesso in cinque materie fondamentali degli esami GCSE, tra cui inglese e matematica, pari al 48%. Tra i bambini non puniti fisicamente tale percentuale era del 42,3%.

Comportamenti aggressivi: i bambini che tra i 3 e i 7 anni hanno subito qualsiasi forma di punizione fisica avevano, a 14 anni, una probabilità superiore del 35% di colpire, spingere o maltrattare i coetanei.

Becca Lacey, coautrice della ricerca, ha sottolineato che la punizione fisica non apporta alcun beneficio ai bambini: "Questa pratica, oltre a ridurre il rendimento scolastico, aumenta i comportamenti antisociali durante l'adolescenza".

La principale autrice del rapporto, la dottoressa Anja Heilmann, ha affermato che è inaccettabile privare i bambini della protezione contro i danni fisici che per legge è garantita agli adulti.

Continua il dibattito politico e giuridico

I quattro commissari per l'infanzia del Regno Unito avevano già dichiarato in una nota congiunta che la mancanza di protezione legale è "anacronistica e moralmente inaccettabile", chiedendo un divieto complessivo.

Il tema è tornato al centro dell'attenzione con il caso di Sara Sharif, una bambina di 10 anni uccisa a Woking nel 2023. Il padre, condannato all'ergastolo per omicidio, aveva chiamato la polizia sostenendo di aver "punito" la figlia entro i limiti della legge, il che ha evidenziato come la difesa della "punizione ragionevole" possa essere soggetta ad abusi.

D'altra parte, alcuni politici conservatori sostengono che l'introduzione del divieto finirebbe per criminalizzare genitori benintenzionati e sovraccaricare i servizi per l'infanzia.