Un massiccio attacco di droni condotto durante la notte e nelle prime ore del mattino contro la regione russa di Ryazan ha provocato un incendio all’interno di una raffineria di petrolio. Lo ha riferito il governatore regionale, Pavel Malkov.
Facendo il punto sui danni causati dal raid, Malkov ha dichiarato in una nota ufficiale: «Un incendio si è sviluppato nell’area della raffineria di petrolio. Sono stati inoltre danneggiati un deposito e diversi veicoli all’interno di un’ulteriore struttura aziendale a Ryazan».
Il governatore ha precisato che, secondo le prime informazioni disponibili, non si registrano feriti. Ha infine aggiunto che sono in corso le verifiche per quantificare l’entità dei danni materiali, mentre le squadre di emergenza restano operative sul posto.
L’episodio si inserisce in un contesto diplomatico ancora incerto: lo scorso 11 ottobre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato un presunto intesa tra Russia e Ucraina per interrompere gli attacchi reciproci contro le rispettive infrastrutture energetiche. Un’affermazione ridimensionata dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale aveva precisato che i colloqui sulla questione erano ancora in corso.



















