Il presidente degli Stati Uniti (USA), Donald Trump, ha annunciato di aver raggiunto un accordo per un cessate il fuoco immediatamente efficace volto a fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche di Russia e Ucraina. Tuttavia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito la dichiarazione una novità anche per lui, mentre il Cremlino non ha ancora confermato l'intesa.
Secondo Steve Rosenberg, corrispondente di BBC per la Russia, Mosca ritiene che il cessate il fuoco legherebbe le mani all'Ucraina e favorirebbe la Russia.
Domenica Trump ha detto di aver concordato di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche di Russia e Ucraina. L'amministrazione di Kiev ha riferito di essere pronta al cessate il fuoco a condizione che anche la Russia lo rispetti.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha dichiarato: "I contatti sono in corso. Vi informeremo sicuramente quando avremo qualcosa da dire."
Mosca vede l'accordo a proprio favore
La stampa ritenuta vicina al Cremlino ha definito l'annuncio del cessate il fuoco di Trump un “regalo” per Mosca. Il quotidiano filogovernativo Moskovski Komsomolets ha sostenuto che l'accordo favorirebbe la Russia.
Secondo il giornale, la sospensione da parte della Russia degli attacchi alle strutture energetiche ucraine potrebbe comportare in cambio l'arresto degli attacchi dell'Ucraina contro le raffinerie di petrolio russe. La testata ha suggerito che ciò potrebbe tradursi di fatto in un accordo unilaterale.
Negli ultimi mesi gli attacchi con droni a lungo raggio dell'Ucraina contro impianti petroliferi in Russia hanno provocato danni ingenti e carenze di carburante in tutto il paese.
Si osserva che Mosca potrebbe accusare Kiev, qualora continuassero tali attacchi, di danneggiare gli interessi economici statunitensi. Le autorità russe potrebbero inoltre sostenere che gli attacchi hanno compromesso l'accordo degli Stati Uniti per l'importazione di gasolio dalla Russia.
Sebbene Trump sostenga che l'accordo gioverebbe ai consumatori statunitensi, permangono dubbi sul fatto che l'aumento delle importazioni possa abbassare in modo significativo i prezzi del carburante.
Il Cremlino vuole una riduzione del sostegno statunitense all'Ucraina
Secondo la valutazione di Rosenberg, il Cremlino accoglierebbe con favore una reazione negativa a Washington agli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe, perché potrebbe portare a una riduzione del sostegno degli Stati Uniti a Kiev.
Mosca vorrebbe che Washington interrompesse la condivisione di intelligence con l'Ucraina e bloccasse le vendite di armi da parte di paesi europei destinate a Kiev.
Le parole di Trump su Zelensky — "Credo sia ora che l'Ucraina scelga un nuovo presidente" — sono state anch'esse accolte positivamente dal Cremlino.
Zelensky ha chiesto alla Russia un cessate il fuoco di 60 giorni affinché si possano svolgere le elezioni presidenziali in Ucraina. Peskov, tuttavia, ha affermato che Mosca desidera una pace duratura piuttosto che una tregua temporanea.
Il Cremlino lunedì ha proposto una giornata di cessate il fuoco per consentire lo svolgimento delle elezioni. Tuttavia non ci si aspetta che questa offerta venga considerata dalle autorità ucraine e dai Paesi occidentali come una proposta seria di soluzione.
Anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, in un intervento lunedì, ha sostenuto che l'Ucraina non merita il "respiro" che deriverebbe da un cessate il fuoco.
L'obiettivo di Mosca non è cambiato
Il proseguimento degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche e il tentativo di aumentare la pressione su Kiev con l'avvicinarsi dell'inverno rafforzano le valutazioni secondo cui il Cremlino non è disposto a fermare il conflitto.
Zelensky ha detto lunedì che la Russia ha preso di mira durante la notte e nelle prime ore del mattino diversi impianti energetici in Ucraina.
Il quotidiano vicino al Cremlino Moskovski Komsomolets ha invitato a "riportare il paese all'età della pietra" per costringere l'Ucraina ad accettare la pace alle condizioni russe.
Secondo Rosenberg, l'obiettivo principale di Mosca non è cambiato: costringere l'Ucraina alla resa. Il Cremlino pensa che l'accordo sul gasolio con Trump e l'aumentata impazienza del presidente USA nei confronti di Zelensky possano aiutare a raggiungere questo obiettivo.




















