Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato siriana Al-Ikhbariya, le forze di occupazione israeliane sono entrate con veicoli militari nel villaggio di Brika, nella campagna meridionale di Quneitra. I soldati israeliani hanno inoltre effettuato perquisizioni all'interno di alcune abitazioni nel villaggio di Rasem al-Aqraf, nella stessa area.
La notizia riferisce inoltre che le forze israeliane hanno lanciato due proiettili d’artiglieria tra la località di Beit Jinn, nella campagna occidentale di Damasco, e l’area di Tal al-Humur. Non sono state fornite informazioni su eventuali vittime o danni materiali a seguito dei movimenti militari e dei bombardamenti d’artiglieria, né le autorità siriane hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto.
Le province di Quneitra e Daraa, nel sud della Siria, sono frequentemente teatro di incursioni, perquisizioni, arresti e dell’istituzione di posti di controllo militari da parte delle forze israeliane.
Lo scorso 18 agosto, gli aerei da guerra israeliani avevano effettuato otto raid contro la pista dell’aeroporto militare di Abu Zuhur, nella provincia di Idlib, causando danni alle infrastrutture.
Israele occupa dal 1967 gran parte delle alture del Golan.
Dopo la caduta del regime baathista in Siria alla fine del 2024, Israele aveva occupato la zona cuscinetto sul versante siriano e la parte siriana del Monte Sheikh (Monte Hermon), sostenendo che l’Accordo di disimpegno delle forze del 1974 fosse ormai decaduto.
Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa aveva dichiarato il 26 luglio che erano in corso trattative, con la partecipazione di attori internazionali, per raggiungere un accordo di sicurezza con Israele. «Qualora si raggiungesse un accordo, si aprirebbe la strada a una pace globale, senza che la Siria rinunci ai propri diritti sulle alture del Golan occupate», aveva affermato.





















