Le potenziali crisi scatenate in futuro dall'intelligenza artificiale potrebbero raggiungere proporzioni paragonabili al disastro di Chernobyl, con attacchi capaci di paralizzare per intere settimane le reti elettriche mondiali o le infrastrutture finanziarie. A lanciarne l'allarme è Geoffrey Hinton, considerato uno dei padri nobili dell'IA, in un'intervista rilasciata al Guardian.
Secondo lo scienziato, la finestra di tempo per l'umanità è ristretta: entro dieci anni sarà chiaro se la società sarà in grado di contenere i rischi legati all'evoluzione tecnologica. In caso di fallimento, l'impatto sociale sarà devastante, con scenari caratterizzati da disoccupazione di massa e profonde spaccature socio-economiche.
Hinton ha puntato il dito contro i vertici dei colossi tech, accusati di trascurare la sicurezza sull'altare del profitto e della velocità di rilascio. Per ovviare alla mancanza di tutele, l'esperto chiede che i nuovi modelli di intelligenza artificiale vengano sottoposti a test preventivi e stringenti da parte di enti regolatori terzi e indipendenti, mutuando il protocollo di approvazione già in uso per l'industria farmaceutica.





















