Un'udienza fissata per lunedì nel processo penale del primo ministro Benjamin Netanyahu è stata rinviata per “ragioni di sicurezza e diplomatiche”, ritardando il suo ritorno al banco dei testimoni, secondo un rapporto diffuso domenica sera dal Jerusalem Post.
I giudici della Corte distrettuale di Gerusalemme hanno deciso domenica di ascoltare un altro testimone della difesa, posticipando il ritorno di Netanyahu sul banco dei testimoni, che ora sembra improbabile prima della prossima settimana, secondo il quotidiano.
La decisione è seguita a una richiesta della difesa di annullare la testimonianza di Netanyahu, citando non meglio specificate “ragioni di sicurezza e diplomatiche” descritte in documenti sigillati presentati sia al tribunale sia all'accusa, si legge nel rapporto.
I pubblici ministeri si sono opposti alla richiesta, sostenendo che, a meno che non esistano esigenze di sicurezza urgenti e inevitabili, Netanyahu dovrebbe adeguare il suo calendario a quello del tribunale, e hanno sottolineato l'interesse pubblico a far progredire il processo, in particolare a completare il controinterrogatorio, sempre secondo il Jerusalem Post.
Il caso resta nella fase del controinterrogatorio della testimonianza di Netanyahu. Lo stesso era salito sul banco dei testimoni per la prima volta nel dicembre 2024, e i pubblici ministeri hanno iniziato il controinterrogatorio a giugno 2025 dopo 36 udienze guidate dalla difesa, riferisce il rapporto.
Il processo si è in gran parte concentrato sul cosiddetto Caso 4000, che riguarda accuse di favori regolatori in cambio di copertura mediatica favorevole, accuse che Netanyahu ha negato.
Netanyahu è accusato di corruzione, frode e abuso di fiducia in tre procedimenti noti come Casi 1000, 2000 e 4000. I pubblici ministeri hanno presentato le accuse nel novembre 2019.
Il Caso 4000 riguarda l'accusa secondo cui Netanyahu avrebbe favorito decisioni regolatorie a vantaggio di Shaul Elovitch, ex proprietario del sito di notizie Walla ed ex dirigente della compagnia telefonica Bezeq, in cambio di una copertura positiva.
Oltre al processo per corruzione, la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso un mandato di arresto nel novembre 2024 contro Netanyahu, accusato di crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza.







