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L'Asia si prepara a El Niño: Sarà imprevedibile e rischioso
Le Nazioni Unite (ONU) hanno avvertito che il mondo deve essere preparato agli aumenti globali della temperatura e alle condizioni meteorologiche estreme che saranno portate dal prossimo fenomeno climatico El Niño.
L'Asia si prepara a El Niño: Sarà imprevedibile e rischioso
Un passeggero beve acqua in un caldo pomeriggio a Nuova Delhi, in India, mercoledì 20 maggio 2026. (Foto AP/Manish Swarup)

L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha dichiarato martedì che la probabilità che El Niño, un forte fenomeno climatico naturale, si formi prima di settembre è dell'80% e prima di novembre del 90%.

Gli esperti avvertono che il coincidere di El Niño con gli effetti dei cambiamenti climatici causati dall'uomo potrebbe aumentare i danni provocati da questo fenomeno naturale.

L'Asia, dove l'aumento delle temperature e la siccità eserciteranno una notevole pressione sull'agricoltura, sulle reti elettriche e sulle risorse idriche, figura tra le regioni più colpite da questo processo.

Una combinazione letale per l'India

In India la preoccupazione principale riguarda la possibilità che El Niño aumenti ulteriormente le temperature attuali e indebolisca le piogge monsoniche che si prevedono intorno a giugno.

Si stima che le piogge monsoniche nella regione saranno già "sotto la media". Gli esperti avvertono che, con ondate di calore potenzialmente letali e una crisi energetica dovuta al conflitto in Medio Oriente, l'India e il subcontinente potrebbero andare incontro a una catastrofe.

Il ritardo delle piogge a causa di El Niño rischia di prolungare l'ondata di calore che sta colpendo il paese, danneggiare i mezzi di sussistenza e causare migliaia di vittime.

La scarsità di precipitazioni rappresenterebbe inoltre una grave rovina per gli agricoltori che dipendono dalle piogge monsoniche per la stagione di semina. L'ondata di calore di maggio ha già danneggiato i raccolti di grano e senape, e si teme che El Niño peggiori la siccità e minacci la sicurezza alimentare.

Gli agricoltori in India temono anche una carenza di fertilizzanti prima della stagione della semina a causa della crisi in Medio Oriente.

La siccità minaccia anche le città. Mumbai, centro finanziario e cinematografico con oltre 22 milioni di abitanti, copre il proprio fabbisogno idrico esclusivamente con sette laghi riforniti dalle piogge.

Si segnala che in questi laghi rimangono solo acqua per 45 giorni; in caso di ritardo delle precipitazioni potrebbe scatenarsi una grave crisi idrica in città.

Appello a scorte di emergenza in alcune regioni della Cina

In Cina, che durante l'estate è spesso soggetta a inondazioni e siccità, si prevede che El Niño causerà quest'anno problemi più gravi.

Il Centro Nazionale per il Clima ha annunciato che gli effetti di El Niño raggiungeranno il picco in autunno e in inverno, con un aumento delle precipitazioni nel sud del paese e temperature più alte in generale.

Secondo l'agenzia di stato Xinhua, in alcune regioni le precipitazioni quest'anno potrebbero superare la media del 20%.

Alla luce degli sviluppi, l'ufficio meteorologico della provincia di Qinghai, nel nord-ovest della Cina, ha avvertito che gli effetti di El Niño sul Plateau tibetano saranno "imprevedibili e estremi" e ha consigliato alla popolazione di accumulare forniture di emergenza nelle proprie abitazioni.

Anche il Ministero delle Risorse Idriche ha dichiarato che la situazione del controllo delle inondazioni è "grave e complessa". Nelle regioni meridionali e orientali del paese si prevedono precipitazioni superiori ai 200 millimetri per metro quadrato durante la settimana, mentre alcune aree della provincia di Hubei sono già state colpite negativamente dalle piogge.

Prova di stress per il Sud-est asiatico

Un forte El Niño nel Sud-est asiatico comporta il rischio di ondate di calore prolungate e intense, siccità, incendi boschivi e peggioramento dell'inquinamento atmosferico.

In condizioni normali, forti venti spingono le acque superficiali calde verso il Pacifico occidentale, favorendo le intense piogge monsoniche che riforniscono la regione.

Se invece questi venti si indeboliscono o si invertono, la massa d'acqua calda si sposta verso est; ciò priva paesi come Malaysia, Singapore, Indonesia, Thailandia e Filippine dell'umidità atmosferica di cui hanno bisogno.

Gli esperti indicano che i settori maggiormente a rischio nella regione sono l'agricoltura e l'energia idroelettrica. I paesi della regione, già colpiti da carenze di energia e fertilizzanti a causa della crisi in Medio Oriente, potrebbero essere costretti a ricorrere a combustibili più inquinanti per colmare le lacune.

L'essiccamento del suolo minaccia in particolare la produzione di alimenti di base come riso e olio di palma, e si teme che la carenza di cibo e l'aumento dei prezzi di mercato danneggino le economie locali.

Gli effetti della siccità si avvertono maggiormente nelle zone rurali isolate con infrastrutture idriche insufficienti. Le città possono gestire la situazione con reti centrali, mentre le comunità isolate dipendono spesso da pozzi poco profondi e fiumi.

Con l'aumento dell'evaporazione dovuta a El Niño, queste fonti d'acqua potrebbero prosciugarsi, costringendo le famiglie a raccogliere acque stagnanti non sicure nei letti dei fiumi, il che potrebbe portare a un aumento di malattie trasmesse dall'acqua come il colera.

La siccità rappresenta inoltre un rischio di innesco di incendi nelle aree agricole e nelle zone umide di Sumatra e Kalimantan. Si segnala che le nuvole di fumo tossico prodotte dagli incendi potrebbero avvolgere centri finanziari e di trasporto come Singapore e Kuala Lumpur.