La Francia e altri 25 Paesi, unitamente all’Alta rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, hanno condannato mercoledì «con la massima fermezza» la prosecuzione delle esecuzioni dei manifestanti in Iran e il sistematico ricorso alla pena di morte.
I firmatari "condannano con la massima fermezza la prosecuzione delle esecuzioni dei manifestanti e il ricorso alla pena di morte da parte della Repubblica Islamica dell’Iran. L’uso della pena capitale per mettere a tacere il dissenso, intimidire le comunità e punire chi esercita i propri diritti umani non può mai essere giustificato. Il popolo iraniano deve essere libero di esercitare i propri diritti di libertà di espressione e di riunione pacifica senza paura. Esortiamo l’Iran a interrompere immediatamente il ricorso alla pena di morte e a rilasciare tutti coloro che sono detenuti in maniera arbitraria.
Esortiamo inoltre l’Iran ad ascoltare la voce del proprio popolo, che chiede un cambiamento, e ad adottare passi concreti volti a garantire il rispetto dei diritti umani".
La dichiarazione congiunta sull’esecuzione di manifestanti da parte dell’Iran è stata firmata da Canada, Albania, Australia, Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria e dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea.
Immediata la replica del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che su X ha accusato di ipocrisia i Paesi occidentali: «Stati come la Francia smettano di impartire lezioni sui diritti umani e sul diritto internazionale. Il vostro sostegno al genocidio perpetrato da Israele a Gaza ha spazzato via qualsiasi pretesa di superiorità morale».

















