La Colombia ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale in memoria delle vittime del devastante terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese lunedì. Il bilancio delle vittime è salito a 265 morti, mentre almeno 3.494 persone sono rimaste ferite. Al momento risultano ancora disperse 496 persone.
Il presidente Abelardo De la Espriella ha annunciato che le bandiere nazionali saranno issate a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici e presso le rappresentanze diplomatiche.
Il sisma si è verificato lunedì alle 07:34 ora locale (12:34 GMT), a una profondità di 107 chilometri, nei pressi della città di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó. Si tratta del terremoto più mortale che abbia colpito la Colombia nell’ultimo secolo.
Le squadre di emergenza hanno lavorato senza sosta, giorno e notte, nelle principali città come Pereira e Cali, impiegando mezzi pesanti, unità cinofile e catene umane nelle operazioni di ricerca e soccorso.
«I nostri sforzi per ritrovare le persone disperse proseguono», ha dichiarato De La Espriella.
Entità dei danni e dibattito sugli aiuti
Secondo la valutazione dei danni pubblicata dall’Unità nazionale per la gestione del rischio di catastrofi (UNGRD), il terremoto ha distrutto 9.215 abitazioni e ne ha danneggiate 45.457. La vasta entità della devastazione ha spinto il governo a dichiarare lo stato di calamità a livello nazionale.
Il direttore dell’UNGRD, David Santiago Tamayo, citando rigorosi criteri operativi, ha annunciato che il governo darà priorità alle squadre tecniche di soccorso provenienti da quattro Paesi partner: Stati Uniti, Israele, Ecuador ed El Salvador.
L’impatto del terremoto è stato particolarmente devastante nelle aree rurali vicine all’epicentro.
Le unità locali di emergenza hanno riferito che a El Cairo, nel dipartimento di Valle del Cauca, l’80% delle infrastrutture urbane ha riportato danni e circa il 10% degli edifici locali è completamente crollato.

















