I titoli sono scesi in Asia martedì, mentre i prezzi del petrolio hanno registrato un ritracciamento dopo il rally del giorno precedente, pur restando ben oltre i 100 dollari al barile, dato che Stati Uniti e Iran si sono scambiati colpi nello Stretto di Hormuz, lasciando in bilico una fragile tregua.
Gli operatori avevano inoltre gli occhi sullo yen, dopo che la valuta giapponese era temporaneamente salita nella sessione precedente, alimentando le speculazioni su un ulteriore intervento da parte di Tokyo.
I futures sull'EUROSTOXX 50 sono scesi dello 0,3% e quelli sul FTSE hanno perso l'1%, mentre i futures sul DAX hanno ceduto lo 0,4%.
In Asia, l'indice più ampio di MSCI per le azioni dell'Asia-Pacifico escluse quelle giapponesi è calato dello 0,6% in scambi ridotti, con i mercati di Giappone e Corea del Sud chiusi per una festività.
L'Hang Seng di Hong Kong ha perso oltre l'1%, mentre l'indice CSI300 delle blue-chip cinesi è rimasto sostanzialmente invariato.
Stati Uniti e Iran hanno lanciato nuovi attacchi nel Golfo lunedì mentre si contendevano il controllo dello Stretto di Hormuz con blocchi marittimi contrapposti, non molto dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva avviato un nuovo tentativo per far transitare petroliere bloccate e altre navi attraverso questo snodo vitale per il commercio energetico.
Maersk ha dichiarato che l'Alliance Fairfax, un trasportatore di veicoli battente bandiera statunitense operato dalla sua sussidiaria Farrell Lines, ha lasciato il Golfo transitando per lo Stretto di Hormuz, scortato da assetti militari statunitensi lunedì.
'Project Freedom' — La ripresa delle ostilità ha scosso i mercati e ha ricordato in modo netto che la guerra in Medio Oriente è tutt'altro che finita.
Tony Sycamore, analista di mercato presso IG, ha affermato che ieri si era partiti con grandi speranze che l'operazione 'Project Freedom' sarebbe stata, a suo avviso, un successo sul terreno e che veniva presentata più come uno sforzo umanitario. Tuttavia, secondo lui, gli iraniani non hanno affatto abboccato e ciò indica che lo stallo rimane in vigore: è stato un avvio molto traballante.
Nei mercati del petrolio, i futures sul Brent sono scesi dell'1,3% a 112,93 dollari al barile, mentre il greggio USA è calato del 2,3% a 104 dollari al barile, dopo che entrambi erano aumentati nella sessione precedente per le crescenti preoccupazioni su interruzioni dell'offerta.
A prescindere dalla geopolitica, gli investitori si preparavano anche ai risultati societari di questa settimana, con Advanced Micro Devices e Pfizer tra le società attese a pubblicare i conti più tardi nella giornata.
Dati di S&P Global Market Intelligence hanno mostrato che l'83% delle aziende dell'S&P 500 che hanno già riportato i risultati ha battuto le stime sugli utili per azione (EPS) e il 78,2% ha superato le stime sui ricavi.
I futures del Nasdaq sono saliti dello 0,26% e quelli dell'S&P 500 dello 0,17%, dopo che entrambi gli indici avevano chiuso in calo nella sessione cash overnight.
Jeff Buchbinder, chief equity strategist di LPL Financial, ha osservato che, non mostrando segni di rallentamento, la spesa trainata dall'intelligenza artificiale continuerà probabilmente a sostenere la crescita degli utili dell'S&P 500, con il settore tecnologico in prima linea.
Osservazione sull'intervento sullo yen — Lo yen è rimasto stabile a 157,26 per dollaro, dopo la breve impennata di lunedì che aveva portato la valuta a toccare un massimo intraday di 155,69.
La ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama lunedì si è pronunciata contro il trading speculativo sul mercato dei cambi, lasciando gli operatori in allerta per ulteriori interventi dopo che fonti hanno riferito che Tokyo era intervenuta per sostenere la sua valuta in difficoltà giovedì.
Abbas Keshvani, stratega macro per l'Asia di RBC Capital Markets, ha detto che le autorità potrebbero intervenire di nuovo se il cambio dollaro/yen continuasse a testare quota 160, livello che storicamente hanno difeso, ricordando che nel 2022 Tokyo 'ha sparato tre raffiche di intervento in poche settimane'. Ha aggiunto di sospettare che l'intervento agirà più come un 'coperchio' su USD/JPY che come un catalizzatore per un prolungato rafforzamento dello yen.
Tra le altre valute, il dollaro australiano è stato scambiato per ultimo in calo dello 0,08% a 0,7162 dollari, dopo che la Reserve Bank of Australia martedì ha aumentato i tassi per la terza volta quest'anno in una mossa ampiamente prevista.
Nel frattempo, il dollaro USA si è rafforzato per la domanda di rifugio.
Le prospettive per la politica della Federal Reserve potrebbero essere influenzate da una serie di dati in arrivo questa settimana, tra cui il rapporto sui nonfarm payrolls di aprile in uscita venerdì.
Le aspettative sono per un aumento di 62.000 posti di lavoro negli Stati Uniti, dopo il consistente guadagno di 178.000 registrato a marzo, anche se i problemi legati alle correzioni stagionali introducono molta incertezza.
I mercati attualmente prevedono che la Fed lascerà il tasso di interesse di riferimento invariato quest'anno, a causa delle pressioni inflazionistiche derivanti dallo shock energetico globale.
Altrove, l'oro spot è salito dello 0,3% a 4,533.68 dollari l'oncia, attestandosi ben all'interno degli intervalli recenti.












