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Una suora è stata aggredita nella Gerusalemme Est occupata da Israele
Si segnala un nuovo episodio di attacchi sistematici degli israeliani contro i cristiani: una suora è stata aggredita nella Gerusalemme Est occupata.
Una suora è stata aggredita nella Gerusalemme Est occupata da Israele
Una suora prega (Archivio) / Reuters

Nelle località occupate del sud del Libano, a Deyr Seryan, mentre continuano le ripercussioni per il fatto del 19 aprile in cui un soldato israeliano aveva distrutto una statua che simboleggia Gesù, Israele è di nuovo al centro delle cronache per un nuovo presunto crimine d'odio contro i cristiani.

Secondo l'agenzia Anadolu, citando il quotidiano The Times of Israel, un uomo di 36 anni ha aggredito una suora a Gerusalemme Est, occupata.

La suora, che lavora presso la Scuola francese di Bibbia e Archeologia di Gerusalemme, ha riportato ferite alla testa in seguito all'aggressione.

Il direttore della scuola, Olivier Poquillon, in un messaggio pubblicato sul suo account sulla piattaforma social X, ha dichiarato di condannare con forza l'attacco e ha chiesto alle autorità israeliane di intervenire immediatamente.

La polizia ha dichiarato di aver arrestato l'aggressore.

In una nota del Ministero degli Esteri israeliano si precisa che l'aggressione alla suora è stata presa estremamente sul serio e che, dopo l'apertura dell'inchiesta, il sospetto è stato posto in custodia.

«Condanniamo con forza questo vigliacco attacco.» Nella dichiarazione si afferma che l'atto contrasta con i valori della convivenza e della libertà di culto.

La nota esprime inoltre solidarietà alla suora, che era stata gettata a terra e aggredita fisicamente, e al Patriarcato Latino di Gerusalemme.

La comunità cristiana è inoltre presa di mira nelle aree soggette all'occupazione e agli attacchi da parte di Israele.

La Striscia di Gaza, dove Israele sta perpetrando un genocidio, la Cisgiordania occupata, Gerusalemme Est e il sud del Libano ospitano comunità cristiane esposte ad aggressioni fisiche, danni alla proprietà, episodi sistematici di sputi e tentativi di incendiare luoghi sacri, ad opera del governo israeliano e di gruppi di estrema destra.

A Deyr Seyran, nel sud del Libano, il 19 aprile era stata diffusa sui social una foto che ritraeva una statua che simboleggia Gesù distrutta con un martello da un soldato israeliano; l'esercito israeliano aveva riconosciuto l'autenticità della foto e annunciato l'apertura di un'inchiesta.

Questo attacco del soldato israeliano contro un simbolo religioso aveva suscitato una forte reazione nel mondo cristiano.