L'11 agosto, un tribunale siriano ha condannato in contumacia il presidente deposto Bashar al-Assad alla pena di morte, riconoscendolo colpevole di vari reati, tra cui omicidio premeditato, tortura, detenzione arbitraria e crimini contro l'umanità, commessi durante la brutale repressione del regime contro la rivoluzione siriana.
Questa sentenza, emessa nei confronti di Assad – il cui potere, durato decenni, è giunto al termine nel dicembre 2024 con la conquista di Damasco da parte delle forze di opposizione e che è fuggito dalla capitale rifugiandosi a Mosca – rappresenta la sua prima condanna.