Lunedì, per la terza notte consecutiva, l’esercito statunitense ha condotto raid mirati contro l'Iran. L'offensiva è scattata dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato il ripristino del blocco dei porti iraniani lungo lo strategico Stretto di Hormuz e l’introduzione di una tariffa di transito del 20%.
Poco dopo l'annuncio, il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha reso noto che missili da crociera iraniani hanno colpito due petroliere emiratine, la Mombasa e la Al Bahiyah, mentre transitavano nel settore meridionale dello stretto, all'interno delle acque territoriali dell'Oman. Il bilancio dell'attacco è di un membro dell'equipaggio ucciso e altri otto feriti.
Nel corso del fine settimana si era già registrata una forte escalation: i Guardiani della Rivoluzione iraniana hanno rivendicato di aver preso di mira installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, distrutto sistemi radar in Oman, colpito depositi di munizioni presso la base aerea "Principe Hassan" in Giordania e distrutto un centro di comando in Qatar. Domenica, inoltre, gli Emirati Arabi Uniti avevano dichiarato che i propri sistemi di difesa aerea avevano intercettato missili e droni iraniani diretti verso il Paese.