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Palestina, Abu Rudeineh: “Falliranno i tentativi di ignorare il nostro popolo”
Il portavoce della Presidenza palestinese Nabil Abu Rudeineh ha sottolineato che, negli interventi delle delegazioni arabe e internazionali, è stato ribadito il diritto del popolo palestinese alla libertà e all’indipendenza.
Palestina, Abu Rudeineh: “Falliranno i tentativi di ignorare il nostro popolo”
Gli Stati Uniti non avevano concesso il visto al presidente palestinese Abbas per partecipare all'Assemblea Generale dell'ONU

Il portavoce della Presidenza palestinese, Nabil Abu Rudeineh, ha dichiarato che fallirà ogni tentativo di ignorare lo Stato di Palestina e di impedire che la voce del suo popolo raggiunga il mondo.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA, Abu Rudeineh ha affermato che il divieto imposto al Presidente palestinese Mahmoud Abbas e alla sua delegazione di partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e di intervenire a nome dello Stato di Palestina non ha impedito alla voce del popolo palestinese di farsi sentire a livello globale.

Abu Rudeineh ha evidenziato come la questione palestinese sia stata al centro degli interventi delle delegazioni arabe e internazionali, che hanno ribadito il diritto del popolo palestinese alla libertà e all’indipendenza.

“La voce del nostro popolo risuona con forza in tutti i continenti, trovando espressione nelle risoluzioni dell’ONU e nelle posizioni della maggior parte degli Stati membri”, ha dichiarato.

Ricordando che la risoluzione per consentire un intervento in videoconferenza di Abbas all’Assemblea Generale — a cui gli Stati Uniti avevano negato il visto d'ingresso per partecipare ai lavori dell’81ª sessione — è stata approvata con 152 voti favorevoli e 3 contrari, Abu Rudeineh ha definito l'esito “un duro colpo” ai tentativi di calpestare i diritti del popolo palestinese.

Il portavoce ha aggiunto che tale votazione rappresenta un vero e proprio referendum internazionale che dimostra la portata del sostegno globale alla legittima lotta del popolo palestinese, respingendo al contempo la politica della “legge della giungla” e i doppi standard.

Affermando che la Palestina continuerà a mantenere una forte presenza nei lavori dell’Assemblea Generale dell’ONU e in tutte le sedi internazionali, Abu Rudeineh ha ribadito l'impegno a difendere l’esistenza del popolo palestinese e il suo legame indissolubile con la propria terra.

Ha inoltre sottolineato che la leadership palestinese, con in testa Mahmoud Abbas, proseguirà la battaglia politica, diplomatica e giuridica con l’obiettivo di porre fine all’occupazione israeliana in ogni sua forma e di istituire uno Stato palestinese indipendente e pienamente sovrano nei confini del 1967, con Gerusalemme Est capitale.

Abu Rudeineh ha infine avvertito che, finché Gerusalemme resterà sotto occupazione, la pace e la sicurezza continueranno a essere minacciate.

Gli Stati Uniti avevano respinto le richieste di visto non solo del Presidente palestinese Mahmoud Abbas, atteso all’Assemblea Generale dell’ONU, ma anche di altri alti funzionari palestinesi destinati a partecipare ai lavori a New York.

A seguito di tale decisione, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva approvato, con 152 voti a favore e 3 contrari, una risoluzione speciale per consentire ad Abbas di intervenire in videoconferenza.